UN PO' DI CHIAREZZA: RESIDENZA, DOMICILIO O DIMORA?

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Facciamo un po' di chiarezza: residenza, domicilio o dimora?

La differenza tra domicilio e residenza si evince dallo stesso Codice Civile all’articolo 43:

-    La residenza  di una persona è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale
La residenza coincide con la dimora abituale del soggetto. La residenza anagrafica è quella fissata con l’iscrizione presso l’anagrafe di un comune in cui si decide di dimorare abitualmente. (art.2 L. n.1228/1954). Può essere scelta liberamente, ma l’iscrizione all’anagrafe è per i cittadini un obbligo. La residenza anagrafica  comporta la registrazione presso l'ufficio anagrafe del comune presso cui si desidera stabilire la propria dimora, tale dichiarazione deve essere presentata entro 20 giorni dall'avvenuto trasferimento, a sua volta, l'ufficio verifica la sussistenza del titolo di abitazione quale, proprietà, usufrutto, locazione, comodato d'uso, ecc. e l'obbligo per mezzo della Polizia Locale a verificare il requisito della dimora abituale. Tali controlli devono essere esperiti entro 45 giorni dalla richiesta di iscrizione anagrafica o di cambio di residenza anagrafica. Un aspetto di rilevata importanza risulta essere, nel caso in cui dovessero emergere discordanze con le dichiarazioni rilasciate dai soggetti interessati, la segnalazione alle autorità competente della pubblica sicurezza.
La legge sanziona chi non provvede a fissare la propria residenza perché a questo luogo sono collegati importantissimi risvolti legali, tra i quali figurano:
-l'accesso ai servizi demografici (richiesta e ricezione di certificati anagrafici);
-elettorali (iscrizione alla lista) del Comune di residenza;
-l'adempimento di tutte le formalità legate alla celebrazione del matrimonio;
- la scelta del medico di famiglia;

-    Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.
Il domicilio riguarda la sfera economico – sociale del soggetto, in quanto si riferisce al luogo in cui viene stabilita la sede principale dei suoi affari e interessi. L’identificazione di tale luogo prescinde, quindi, dalla presenza fisica della persona. Per il domicilio non è richiesta nessuna registrazione negli atti pubblici. Un soggetto è libero di eleggere il proprio domicilio in una città e lasciare la propria residenza anagrafica in un’altra. Pensiamo ad esempio a Tizio che è residente stabilmente in Marta, ma che ha a Viterbo i suoi interessi. Non esiste quindi nessun certificato che attesti il domicilio, come invece accade con il certificato di residenza anagrafica. Vi sono altre nozioni di domicilio: il cd. domicilio fiscale (per l’attività di accertamento delle imposte; le persone fisiche sono domiciliate fiscalmente nel Comune di residenza anagrafica; il cd. domicilio digitale del cittadino (al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale suo domicilio digitale).

...a quanto detto finora, domicilio e residenza hanno finalità diverse.

Questo non significa che non possano coincidere.
La coincidenza di residenza e domicilio si desume dalla formulazione dell'art. 44 c.c, secondo cui: "Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell'atto in cui è stato denunciato il trasferimento della residenza".
Non è raro infatti che, chi lavora da casa (telelavoro) o abbia ricavato al suo interno un piccolo ufficio o studio in cui gestire la parte amministrativa della sua attività elegga quindi sia domiciliato presso la propria residenza. In questo modo, nello stesso luogo, verranno recapitate dalle bollette dei consumi di casa (energia elettrica, gas, riscaldamento), ai documenti di lavoro.

E la dimora?
La dimora è, invece, costituita dal luogo in cui la persona abita e svolge in maniera continuativa la propria vita personale. Rileva, ad esempio, come dimora il luogo in cui la persona permane in maniera continuativa, in forza di un titolo di una certa durata come un contratto di locazione (es. in vacanza). La dimora assume rilevanza giuridica solo quando non è nota la residenza.

 

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